• SEO e GEO • Tempo di lettura: 6 minuti

GEO (Generative Engine Optimization): cos’è e come farsi citare dalle AI

GEO Generative Engine Optimization: copertina con Omar Attia

Per anni la domanda è stata una: “come arrivo primo su Google?”. Adesso i clienti me ne fanno anche un’altra, e sempre più spesso: “come faccio a farmi citare da ChatGPT?”. Il nome tecnico di questo lavoro è GEO, Generative Engine Optimization. Vediamo cos’è, dove si stacca dalla SEO e cosa puoi già fare questa settimana sul tuo sito.

La risposta veloce

La Generative Engine Optimization (GEO) è il lavoro sui contenuti che serve per farsi citare dai motori di risposta basati sull’AI: ChatGPT, Gemini, Perplexity, gli AI Overviews di Google. Parte dalle stesse basi della SEO e non la sostituisce. Cambia il traguardo: diventare la fonte scelta dall’AI, oltre che un link in classifica.

Da dove arriva la parola GEO

Da uno studio accademico del 2023, “GEO: Generative Engine Optimization”, firmato da ricercatori di Princeton, Georgia Tech, Allen Institute for AI e IIT Delhi e presentato alla conferenza KDD 2024.

L’osservazione di partenza è semplice. Un motore generativo non ti mostra una lista di siti: legge più fonti, le riassume e ne cita alcune. Gli autori hanno quindi misurato quali modifiche ai testi aumentano la probabilità di finire tra le citate. Il dato che gira di più è questo: con le tecniche giuste la visibilità nelle risposte generative può crescere fino al 40%.

Da lì GEO è diventato un termine ombrello, insieme ad AEO (Answer Engine Optimization) e LLMO, per tutto ciò che riguarda l’ottimizzazione per le risposte delle AI.

Quindi la SEO è morta?

Me lo chiedono tutti. Lo dico chiaro: no.

La maggior parte dei motori generativi recupera informazioni dal web in tempo reale, e lo fa partendo da indici di ricerca. Se il tuo sito non è indicizzato, è lento o è un disordine, l’AI semplicemente non lo trova. La GEO si costruisce sopra la SEO. Non al suo posto.

Tabella di confronto tra SEO e GEO: dove, obiettivo, cosa premia, formato, metrica e base comune

Quello che cambia è il traguardo, e con lui il modo di misurare. Con la SEO punti a una posizione in classifica e al clic. Con la GEO punti a essere la fonte citata dentro la risposta, e spesso il clic non arriva. Il valore sta altrove: nel nome del tuo brand che compare, nella fiducia che questo crea, e in quel traffico più piccolo ma molto qualificato di chi clicca sulla citazione per approfondire.

Perché ci penserei adesso, e non tra un anno

In Italia Google ha già portato AI Overviews e AI Mode, quindi per tante ricerche informative la prima cosa che una persona vede è una risposta generata con poche fonti in evidenza. Nel frattempo ChatGPT, Gemini e Perplexity sono entrati nell’uso quotidiano, anche per scegliere un fornitore, un professionista o un prodotto.

Ma il motivo che mi preoccupa di più è un altro. Prima c’erano dieci link. Adesso, sopra quei link, c’è una risposta che mette in evidenza poche fonti, e tante persone si fermano lì. Se non sei tra quelle, per quella domanda rischi di diventare invisibile.

Come si fa GEO in pratica

Queste sono le cose che applico ai siti che seguo, compreso questo magazine. Nessuna è magia, ma messe insieme fanno differenza.

Rispondi subito

In apertura metti una risposta completa di due o tre frasi che abbia senso anche letta da sola. È il pezzo che l’AI tende a riprendere. Il box qui sopra esiste per questo motivo.

Metti dati e fonti

Nello studio di Princeton le tecniche che hanno funzionato meglio sono state proprio aggiungere statistiche, citazioni e riferimenti a fonti autorevoli. Riempire il testo di parole chiave, invece, non ha aiutato. Il che, detto tra noi, è una bella notizia.

Dai una struttura al testo

Titoli che corrispondono a domande reali, elenchi, tabelle, FAQ. Un contenuto diviso bene è più facile da estrarre e da citare.

Fai vedere chi scrive

Un autore vero, con biografia, esperienza e profili collegati. Le AI, come Google, si fidano di più dei contenuti riconducibili a una persona o a un’azienda identificabile.

Usa i dati strutturati

Gli schema Organization, Person, Article e FAQ aiutano i motori a capire chi sei e cosa dice la pagina.

Fatti nominare fuori dal tuo sito

Le AI si fanno un’idea di un brand anche da recensioni, articoli di settore, directory e interviste. Essere citato su siti autorevoli pesa quanto quello che scrivi a casa tua.

Tieni aggiornato

Per molte domande le AI preferiscono informazioni recenti. Una data di aggiornamento visibile e contenuti rivisti con regolarità aiutano.

Una nota sui budget: questo lavoro costa soprattutto tempo e contenuti, e conviene metterlo a piano come qualsiasi altro canale. Come ragiono sulla ripartizione lo trovi nella guida al budget di marketing digitale per le PMI.

Come verificare se le AI parlano di te

Il test più semplice è a mano. Fai a ChatGPT, Gemini e Perplexity le domande che farebbero i tuoi clienti (“qual è un buon consulente per…”, “come si sceglie…”, “quanto costa…”) e segna chi viene citato. Ripeti ogni mese, con le stesse domande. Esistono anche strumenti di monitoraggio della visibilità nelle AI, che hanno senso quando le domande da tenere d’occhio diventano tante. Ci dedicherò un articolo a parte.

Dubbi comuni sulla GEO

La GEO prende il posto della SEO?

No, ci si appoggia: senza un sito indicizzato, veloce e ben strutturato le AI non trovano i tuoi contenuti, quindi la base resta la stessa e cambia solo l’obiettivo finale, cioè essere citati nella risposta oltre che posizionati in classifica.

GEO, AEO e LLMO sono la stessa cosa?

In pratica sì, sono nomi diversi per lo stesso ambito: AEO (Answer Engine Optimization) mette l’accento sui motori di risposta, LLMO (Large Language Model Optimization) sui modelli linguistici, GEO sui motori generativi in generale.

Posso pagare per comparire nelle risposte di ChatGPT?

Ci sono ormai formati pubblicitari dentro ChatGPT, ma sono annunci separati e segnalati come tali, mentre le citazioni nelle risposte non si comprano e si ottengono con contenuti affidabili e ben strutturati.

In quanto tempo si vedono risultati?

Dipende da quanto è solido il sito di partenza: su un sito già ben indicizzato i contenuti ristrutturati possono iniziare a comparire nelle risposte in poche settimane, mentre per costruire l’autorevolezza del brand servono mesi.

Ti sei mai chiesto cosa rispondono ChatGPT e Google AI quando qualcuno cerca un’azienda come la tua? Posso controllarlo per te e dirti da dove cominciare. Qui trovi il servizio SEO & GEO, oppure fissiamo una call gratuita e ne parliamo.

Omar Attia Consulente di digital marketing e co-founder di Advertaria, mi occupo di Google Ads, SEO e GEO, cioè la visibilità sulle risposte delle intelligenze artificiali. Google Partner dal 2015, vivo tra Firenze ed Empoli e lavoro con aziende e professionisti in tutta Italia. Su questo magazine racconto cosa funziona davvero nel marketing online, con esempi pratici e dati reali.
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